Regime di cassa per le imprese in contabilita’ semplificata

30 gennaio 2017

Dal 01 gennaio 2017 le imprese minori in contabilità semplificata devono adottare il principio di cassa al fine del computo degli elementi che concorrono a formare l’imponibile ai fini delle imposte sui redditi, facendo la sommatoria tra l’ammontare dei ricavi e degli altri proventi percepiti nel periodo di imposta, e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio dell’attività di impresa.

L'impresa in contabilità semplificata deve annotare cronologicamente:
A) in due appositi registri e nei registri obbligatori:
a) i ricavi percepiti nell’esercizio
b) le spese sostenute nell’esercizio facendo riferimento alla data di pagamento;
c) (nei registri obbligatori) i componenti negativi e positivi di reddito diversi dalle spese e dai ricavi (entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi);
Attenzione. Per la determinazione del valore normale dei beni continuano ad applicarsi le regole ordinarie.
oppure
B) nei registri IVA:
a) gli incassi e i pagamenti;
b) le operazioni non soggette a registrazione a fini IVA (indicandole separatamente);
oppure
C) nei registri IVA previa opzione vincolante per un triennio, le operazioni non soggette a registrazione a fini IVA;
L’impresa minore in contabilità semplificata deve, inoltre, sommare, ai fini della determinazione del reddito imponibile, determinati proventi percepiti nel periodo di imposta, sottrarre determinati componenti negativi, sterilizzare, in caso di passaggio dal regime contabilità ordinario al regime semplificato, i ricavi, i compensi e le spese che hanno già concorso alla formazione del reddito, in base alle regole precedenti.

Il regime di contabilità semplificata si applica alle imprese minori intendendosi tali i contribuenti i cui ricavi, percepiti in un anno intero, ovvero conseguiti nell'ultimo anno di applicazione dei criteri previsti dall'art. 109, c. 2, TUIR, non abbiano superato l'ammontare di 400.000 euro per le imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi, ovvero di 700.000 euro per le imprese aventi per oggetto altre attività. Per i contribuenti che esercitano contemporaneamente prestazioni di servizi e altre attività si fa riferimento all'ammontare dei ricavi relativi all'attività prevalente. In mancanza della distinta annotazione dei ricavi, si considerano prevalenti le attività diverse dalle prestazioni di servizi.

 

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